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JIHAD MEDITERRANEA

di Antonio De Luca

 

Che dormiamo su sabbie

di deserti o spiagge

tra le resine sotto una prua

o su un caos di pietre e fango

 

Tangeri non è lontana da qua

vivo secondo quello che sento

o credo di sentire

pensare e sentire ingannano il pensatore

ho le labbra cicatrici di salmastro

e nelle ossa una umidità antica

questi luoghi sono rotte e materia.

 

Dall'avamposto ultimo a ovest

tutto è sud del mondo

dove essere fu sempre navigare

Il silenzio ci abitò, una jihad

nel ventre lacerato dai misteri

 

Ora per marciapiedi e piazze e moli

ribellioni permanenti e miracoli

sono obbligato a vivere

sulle curve dell'infinito

la malinconia è un paesaggio interiore

la prospettiva è l'estetica del sogno.

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