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ITACA

di Antonio De Luca

 

Ero il partire e il restare

l'errante volere degli dei

 

prendimi tra le tue braccia fedeli

fa di me il peso di un’anima

 

dall'alba al tramonto e nelle notti tutte

giorno per giorno a venire

 

tienimi sul tuo ventre tra i lini e il fuoco

appartengo a un solo luogo

 

quel luogo sempre tuo

trascina le mie mani stanche

 

sulle tue labbra umide

sul tuo corpo purificatore irripetibile

 

sento ancora gli aromi del vento le onde

le invocazioni ai numi

 

gli dei vendicatori Atena dagli occhi lucenti

l'isola rada assolata i muri sul mare

 

aspettiamo l'Aurora divina

nella casa vicino al mare e alle stelle

 

sento l'odore delle alghe e di salmastro

le grida degli uccelli marini

 

parlo con te col tuo volto

radice dell'anima che attende

 

il passo per l'eternità

attendere è sognare

 

qui riposa in attesa il cane Argo

non conosci un Ulisse senza ritorno

 

ti racconto le guerre il viaggio i presagi

la tua voce curi la sventura

 

le tue labbra pesanti e pure

scende il pianto della gioia e del dolore

 

sciolgono gli affanni del cuore

sulla voce dell'ignoto cantore

Atena copre di luce l'isola e il fato è compiuto.

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