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PUNTO DI PROGRAMMA: AMBIENTE E TERRITORIO

di Danilo D'Amico

 

Il dibattito politico su Ponza è più acceso che mai, sicuramente anche grazie a "Punto di Svolta", unico Movimento Politico attivo sul territorio, che da un anno è sempre presente nella vita socio-politica dei ponzesi. Tutti vogliono fare "politica" ma nessuno (o quasi) ha un progetto, una visione di Ponza nel suo complesso. Noi la stiamo mettendo in campo, e più volte ho promesso che, una volta pronto, avrei portato a conoscenza dei ponzesi il nostro Programma.

 

Ringrazio in questo senso il Pof. Vincenzo Ambrosino per avermi più volte "punzecchiato" su questa faccenda, ed eccomi qua ad esporre il primo dei 10 punti di Programma per l'Isola: Ambiente e Territorio. Altra promessa mantenuta.

 

Il dibattito su Zannone stimolato dal Prof. Ambrosino è stato, nell'ultimo mese, sicuramente oggetto di confronto tra molte visioni politiche differenti. Manca la visione dell'amministrazione ma credo che quella manchi alla base e su ogni argomento.

A meno che per "visione" non vogliamo accettare la fuffa venduta dal Sindaco Ferraiuolo, in occasione del Consiglio Comunale del 16 Ottobre 2017, dove in sostanza ci dice che: "vediamo", "valutiamo", "forse faremo", "aspettiamo". Aria fritta costellata di tecnicismi buoni solo per infinocchiare i ponzesi.

 

Zannone è usata, in questo caso, come argomento fine a se stesso. "E' lì, vediamo cosa farne" è in sostanza il pensiero delle "menti pensanti" ponzesi. Ho letto le visioni differenti proposte. C'è chi vorrebbe affidarla a dei "volontari", chi gli sta bene così com'è, chi vuole restare ne Parco ma "a delle condizioni", chi vuole uscire dal Parco ma non si sa per farne cosa. Per me la questione è differente. Zannone è parte di una visione più ampia, è un punto di partenza per lo sviluppo economico di Ponza. Cercherò di essere sintetico e di non scendere nei "tecnicismi" per non dilungarmi troppo.

 

Ponza non ha bisogno di "volontari", di Parchi, di ben pensanti o di "arruffapopoli". Ponza ha bisogno di lavoro e sviluppo, di giovani che abbiano la possibilità di non andarsene e di avere l'opportunità di crearsi un futuro con le proprie mani sul nostro territorio. Questo deve partire da un programma politico che possa trasformare, col tempo, la nostra macchina amministrativa da disastrata (qual'è) a virtuosa. Resta ben inteso, prima di iniziare a spiegarvi il mio progetto, che senza una rivoluzione nell'apparato amministrativo, rendendo efficienti gli uffici e dando mezzi idonei a dipendenti e dirigenti comunali, tutto resterebbe solo "aria fritta". Per me si parte dall'Ambiente e dalle splendide risorse che presenta il nostro Territorio. Tagliare gli sprechi, risparmiare sui costi di gestione e avviare progetti che portino introiti. Ecco i miei 10 punti sul tema.

Punti di raccolta Estivi per i rifiuti delle imbarcazioni.

Il Turismo Nautico non è solo una risorsa, ma anche un "costo". Lo smaltimento dei rifiuti, che spesso i ponzesi denunciano, rientra nei costi che dobbiamo ridurre. Creando due punti di raccolta rifiuti intorno al nostro periplo, in determinate fasce orarie, videosorvegliati e con inservienti destinati allo scopo, faremmo pagare in base al quantitativo una tariffa congrua, in modo da cominciare a snellire i costi di gestione. In ogni Porto che si rispetti ci sono Ordinanze atte allo scopo, Ponza deve smettere di fare eccezione. Si può fare.

Isola Ecologica provvisoria.

La propongo da più di un anno. In attesa della riapertura di quella al Monte Pagliaro dobbiamo trovare un'alternativa, e so che un terreno fu già individuato. Abbatteremmo i costi supplementari che ci tocca pagare in Estate per l'implementazione del servizio. Ridurremmo il carico di lavoro ai nostri Operatori Ecologici, che sono costretti in Estate a turni massacranti per spostare qua e la i rifiuti ingombranti di volta in volta. Smetteremmo di dare un'immagine pessima ai nostri ospiti, costretti a vedere le piccole discariche che spuntano un pò ovunque. Videosorveglianza dei punti strategici dove spesso vengono abbandonati i rifiuti. Basta volontà e competenza e si può fare.

Compostaggio domestico.

Quante volte diciamo "è anche colpa dei ponzesi incivili"? I rifiuti organici rappresentano 1/3 dei rifiuti che finiscono in discarica. Il Compostaggio applicato su larga scala porterebbe dei benefici enormi. Ridurremmo il quantitativo dei rifiuti da smaltire (che ricordo, è un costo), sensibilizzeremmo la popolazione e otterremmo del concime naturale per la nostra agricoltura. Il Comune penserebbe a ritirare il composto e a rivenderlo. Oltre ai potenziali posti di lavoro, la rivendita ha potenzialità enormi, non solo sull'isola dove applicheremmo in tutto e per tutto il concetto di "chilometro zero", ma anche in terra ferma. Il cittadino, debitamente informato da degli incontri da svolgere sul territorio, avrebbe in regalo dal Comune la Compostiera (acquistate in gran numero da delle ditte specializzate hanno un prezzo irrisorio) e si prenderebbe cura dell'isola che sempre dice di amare. Si può fare.

Un Comune "Plastic Free".

L'85% dei rifiuti che finiscono in mare è plastica. Nel Mediterraneo il 50% del pescato è plastica. La plastica non è solo dannosa per l'ambiente ma è anche e soprattutto un costo e un enorme opportunità di guadagno.

1) Disincentivare "l'usa e getta";

2) Premiare i cittadini per la differenziata di settore fatta bene con determinati punti di raccolta (il progetto "Riciclaland", per capirci, ma meglio applicato);

3) Coinvolgere i pescatori incentivandoli a consegnare la plastica raccolta in mare, guadagnerebbero, così, non solo dal pescato ittico;

4) Ricavare degli utili vendendo la plastica raccolta sul Territorio vendendola ad aziende che operano nel riciclaggio;

5) Acquisti "verdi" per gli arredi urbani (panchine, tavoli, cestini per la spazzatura) realizzati con plastica riciclata...magari la nostra!

Che non mi si venga a dire che l'ultima Delibera N. 87/2018 firmata dal Sindaco (abbiamo scoperto che qualcosa la firma) sia utile all'eliminazione della plastica. In parte copre il punto 1, ma solo in parte. Il mio punto è l'unico vero modo per eliminare la piaga dall'inquinamento da plastica e per guadagnarci anche qualcosa. Si può fare.

Stop al consumo del suolo.

Il suolo è una risorsa non rinnovabile. La tendenza disordinata e senza regola di cementificare ovunque va eliminata. Va vietata e regolamentata, in modo da preservare il nostro patrimonio ambientale che Madre Natura ci ha donato bellissimo. Lo stop al consumo di nuove aree, che non significa non riqualificare quelle già esistenti, non solo si può fare ma si deve fare.

Recupero olio alimentare usato.

L'olio che comunemente usiamo in cucina viene buttato negli scarichi (conseguenziale l'aumento di inquinamento). E' una risorsa ai più sconosciuta e come tale va sfruttata. Per prima cosa, come per il compostaggio, si forniranno ai cittadini un contenitore per la raccolta che poi provvederanno a svuotare in appositi recipienti che saranno posizionati in punti strategici dell'Isola (come per i normali cassonetti). Un automezzo passerà periodicamente per il ritiro dell'olio ai centri per la raccolta. Dall'olio si può produrre elettricità e calore, quindi è una risorsa che se venduta produrrà introiti per le casse comunali. Si può fare.

Risparmio, efficienza e innovazione.

Vanno ridotte le spese sul consumo di energia dagli impianti pubblici. Luci a LED per semafori e lampioni, luci a sensore per l'illuminazione del Tunnel di S.Maria e sfruttamento dell'energia solare (cosa oggi dimenticata dall'amministrazione). Con le creazione di un App per le segnalazioni di natura ambientale si copriranno le zone rimaste libere dalla videosorveglianza. I cittadini potranno segnalare la presenza di rifiuti da rimuovere e il Comune interverrebbe tempestivamente. L'App verrà applicata il primo anno per una fase sperimentale e, in caso di funzionamento, potrebbe essere estesa a più settori e migliorata, per un sistema di comunicazione diretta tra cittadino e istituzioni. Si può fare.

Lombricoltura.

Creazione di una piattaforma per il trattamento del verde degli scarti organici organici che non finiscono nel ciclo del Compostaggio Domestico. Il processo derivante dallo sfruttamento di questi animali creerebbe altro concime/fertilizzante da rivendere. Meno costi di gestione, più posti di lavoro, più introiti nelle casse comunali. Si può fare.

La casa dell'acqua.

Gli impianti vengono installati in aree aperte al pubblico, erogano 24 ore su 24 acqua refrigerata e pulita a prezzi estremamente competitivi. Risparmio economico per le famiglie, posti di lavoro per la gestione e riduzione dell'inquinamento dovuto alla plastica.

 

Zannone ai ponzesi.

Finalmente, direte voi, siamo arrivati a Zannone. Il gettito fiscale derivante dal Contributo di Sbarco (ex Tassa di Sbarco) è diventato come la "vasellina": lo si vuole mettere su tutto. Tolto che questi soldi non sono infiniti (all'incirca 400.000 euro annui, e in diminuzione dall'avvento di questa amministrazione), io li destinerei solo ed esclusivamente per la messa in sicurezza delle nostre Cale. Il Bando di Gara per l'affidamento di Zannone, appositamente formulato per le cooperative di giovani isolani residenti, darebbe al vincitore della gara una cifra importante per l'avviamento dell'attività. Questi soldi verranno presi dai risparmi e dai guadagni di cui il Comune beneficerà attuando i 9 punti elencati. Non volendo entrare nei dettagli di composizione del Bando in questione, vanno seguiti i criteri di salvaguardia ambientale e sviluppo dell'isolotto, per esempio, con un punto sicuro di ormeggio e la creazione di un Bar/Ristorante nella "Casa di Caccia". Casa di Caccia che dovrà essere rimessa a nuovo seguendo il logico concetto del "chi rompe paga": il Parco Nazionale del Circeo. Vista l'ampiezza dell'edificio, verrà lasciata ai partecipanti al Bando la proposta di idee per lo sfruttamento del manufatto. Zannone destagionalizzerebbe il Turismo, darebbe lavoro anche sei/sette mesi l'anno ai nostri giovani e rappresenterebbe la rinascita della nostra Isola. Rinascita a cui punta il mio Programma. Si può fare.

Punto di Svolta è l'unico soggetto politico/associativo ad avere un vero e proprio Programma/Visione su cosa debba essere o diventare Ponza. Ponza ha bisogno di uno schock, non di immobilismo. Iniziando con un Referendum Popolare (mai fatto da noi) si darebbe inizio a questa rivitalizzazione delle coscienze isolane. La mancanza di un regolamento attuativo in tal senso, problema da me esposto, è un falso problema. Se c'è volontà lo si approva in 5 minuti in Consiglio Comunale. Se c'è volontà e se non si ha paura di far esprimere il popolo. Presenterò, infatti, la mia proposta di un regolamento protocollandolo e aspettando una risposta positiva. In caso contrario, vista l'impossibilità per un Comune di rimanere senza un regolamento in questo senso, provvederò a denunciare questo grave illecito al Prefetto.

 

Anche e soprattutto in questo caso: SI PUO' FARE!

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