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ECCOLI GLI "ANTIFASCISTI DELLA DOMENICA"

di Danilo D'Amico

 

Esistono a Ponza alcuni cretinetti antifascisti della domenica.

 

Si distinguono il sindaco Ferraiuolo, Sandro Vitiello, Franco De Luca, Isidoro Feola, Franco Schiano e tutti i capifabbricato dei Ponza RaccontaBalle.

 

Costoro, in coro, si sono permessi – sicuramente per ignoranza – di dare del fascista e di amante dei forni crematori all’ex Sindaco, rigirando la frittata su una frase da lui detta in Consiglio Comunale.

 

“Ricordatevi di Auschwitz” (frase esatta) oppure “Andate a prendere lezioni ad Auschwitz” (frase fake), voleva semplicemente dire che il sindaco e la sua maggioranza si stavano comportando come i nazisti di allora, che perseguitavano le minoranze.

 

Forse, se l’ex Sindaco avesse detto “Ricordatevi dei Gulag” oppure “Andate a prendere lezioni nei Gulag”, non ci sarebbe stata la loro scomposta reazione, perché i cretinetti antifascisti della domenica non ricordano mai gli orrori del comunismo, dall’Arcipelago Gulag alle foibe titine.

 

A me, che sono un po’ nostalgico delle cose buone fatte dal fascismo, a varie riprese l’ex Sindaco Vigorelli mi ha raccontato spezzoni della sua storia personale e familiare, prontamente annotate come per la storia di mio nonno, per spiegarmi perché lui non avrebbe mai potuto essere fascista. E neppure comunista.

 

Mi ha raccontato che i suoi nonni materni e paterni erano fra i pochi italiani che si erano rifiutati di iscriversi al Fascio e che per questo erano stati perseguitati.

 

Il nonno materno era un medico e gli avevano impedito di fare la professione. Il nonno paterno aveva una tipografia a Milano dove stampava anche “L’Avanti” clandestino (giornale socialista). Tipografia fatta a pezzi dagli squadristi.

 

I genitori dell’ex Sindaco erano partigiani, e lui era nato in Svizzera, nel 1944, perché al confine con l‘Italia c’era la base organizzativa della brigata partigiana.

 

Ancora studente liceale, Piero Vigorelli aveva fondato l’associazione “Nuova Resistenza”, insieme con i figli di altri intellettuali (Ferrara, Alatri, Spini, Trombadori…), con la benedizione di Ferruccio Parri, il capo della resistenza, e del Sindaco santo di Firenze Giorgio La Pira.

 

E quando, come premio per la maturità classica, nel 1963, suo padre lo ha portato in Russia dove aveva organizzato il primo congresso della Comunità Europea degli Scrittori, con i più grandi intellettuali dell’Ovest e dell’Est, il nostro ex Sindaco ha conosciuto dal vivo il regime persecutorio comunista.

 

Nei paesi comunisti la Libertà era un documento – il passaporto – che nessun cittadino poteva avere.

 

Tornato a Roma, Piero Vigorelli si era iscritto al Partito Socialista. Poi ha lasciato la politica per fare il giornalista. Tradizione familiare, che sua figlia continua.

 

Racconti affascinanti, quello che Piero mi ha fatto con aria schiva, perché è uno che ama poco parlare di se stesso.

 

Ecco, sia detto con grande sincerità…

 

Penso che i cretinetti antifascisti della domenica, magari figli di fascisti nel ventennio e voltagabbana dopo il 25 aprile, invece di vomitare bile dovrebbero prendere lezioni da Piero Vigorelli.

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Commenti: 1
  • #1

    Silverio Coppa Nettuno (mercoledì, 15 agosto 2018 17:27)

    Ben Fatto, Ben Detto