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LA MAFIA AMA GLI INCHINI, MA ODIA L'EDUCAZIONE

di Danilo D'Amico

 

 

Se volessimo riflettere sul significato degli inchini durante la processione di San Silverio, potremmo ricavarne una potente immagine per comprendere l'ipocrisia dalla quale siamo sommersi. Per darne descrizione si devono analizzare tre livelli di responsabilità: il comportamento del Parroco, dell'Amministrazione e infine il nostro come fedeli. Non mi riferisco, ovviamente, alla benedizione a mare che avviene a Giancos, ne tanto meno all'inchino alla Maria Maddalena (in questo caso festeggiante i suoi 40 anni di servizio) o alle nostre Forze dell'ordine.

 

Mi riferisco all'orrida e squallida pantomima a cui ci tocca assistere ogni anno, ma quest'anno abbiamo toccato il fondo.

 

Oltre ai pontili e alcune attività commerciali, anche tutto il personale della Schiaffini Travel S.p.A. era schierato e pronto a rendere omaggio al Santo, come tutti, in divisa e con una corona di garofani. All'improvviso ordini dal Comune, i ben informati dicono che queste direttive siano arrivate direttamente dall'alto <<Schiaffini deve togliersi dai piedi e l'inchino del Santo deve avvenire da Pilato>>. Sotto la rabbia e l'incredulità dei presenti i Vigili Urbani hanno provveduto a far sgomberare il piazzale di S.Antonio per far scorrere la processione più avanti. Non so voi ma trovo tutto questo VOMITEVOLE, tanto per citare il complimento del Presidente francese Macron rivolto a noi italiani. Questo gesto mi ha ricordato molto gli "inchini" che vengono fatti fare sotto casa dei mafiosi nel sud Italia e ovviamente non sto dando del "mafioso" a nessuno, ma semplicemente dell'arrogante e ipocrita.

 

E' vomitevole che il nostro Patrono venga utilizzato per scopi politici: dal Parroco che si piega a questo rituale che nulla ha a che fare con la fede, dall'Ammnistrazione che è palesemente schierata contro tutto ciò che è di "vigorelliana memoria", da parte nostra che in silenzio assistiamo all'umiliazione della nostra fede che di fronte a questo squallore perde di ogni significato. C'è un detto popolare che recita: "Scherza con i fanti ma lascia stare i santi". Invece questi arroganti incoscienti hanno usato la più ponzese delle tradizioni per mettere in mostra la loro "ponzesità" venduta un tanto al chilo come fosse l'asta del pesce di Terracina.

 

Tolte le opinioni personali sulla faccenda "trasporti pubblici" che in questo caso non sono rilevanti, vi pare cosa normale usare S.Silverio per umiliare la Schiaffini e i suoi dipendenti per poi farlo inchinare d'innanzi ai suoi diretti competitor? Tanto per cominciare, prima o poi, ci dovranno dire come mai l'apertura delle buste del bando di gara è stata rinviata, e poi sarebbe arrivato il momento di fare ben altre valutazioni per questi signori. La loro Amministrazione è inconcludente sotto ogni punto di vista e legata a filo doppio a decine e decine di promesse immantenibili, ma poi con tanto orgoglio li vedi sfoggiare tutta la loro arroganza anche in queste occasioni che di "politico" non hanno nulla.

 

Uno su tutti è il fallito della politica nostrano, un uomo che avrebbe potuto aiutare sul serio il Sindaco Ferraiuolo e invece ha preferito crogiolarsi nei suoi sogni (infranti) di gloria: Gennaro Di Fazio. Un Di Fazio che come un bambino che ha avuto in regalo un pacco di caramelle sfoggiava con tanta felicità la fascia verde da presidente della Comunità dell'Arcipelago delle Isole Ponziane. Ecco "La Casa dei Ponzesi", "l'Amministrazione delle processioni".

 

Io francamente sono stanco. Stanco di vedere come il nostro futuro, e per nostro non mi riferisco solo ai giovani, da questi personaggi dediti all'arroganza e a curarsi solo il proprio interesse personale. Ponza e la sua gente meritano di meglio. La china che hanno preso gli eventi è tremenda perchè oltre ad aver fomentato odio e caos adesso usano per i loro scopi meschini anche il Santo. E' ora che tornino a casa e, magari, chiedano scusa...ma ora che ci penso le scuse non sono necessarie, basta che tornino a dedicarsi ad altro.

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