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CHIUSE LE CISTERNE ROMANE, UNA VERGOGNA!

di Piero Vigorelli

 

LE CISTERNE ROMANE SONO STATE CHIUSE

HANNO SEPPELLITO DI NUOVO
L’ORGOGLIO DELLA STORIA DI PONZA

 

Dopo quasi Duemila anni, nel 2014 e 2016 abbiamo riportato alla luce e alla pubblica fruizione le cisterne romane della Dragonara e del Corridoio.

Uno spettacolo. Quella della Dragonara che sembra una cattedrale a tre navate e quella del Corridoio che è simile a una bomboniera.

Le abbiamo ripulite da tonnellate d’immondizia e di materiali inerti di costruzioni edili. Le abbiamo illuminate in modo discreto e rispettoso. Abbiamo garantito l’accesso in condizioni di sicurezza.

La Sovrintendenza Archeologica ci ha guidato e seguito in ogni passo. Alcune ditte ponzesi hanno eseguito i lavori. L'assessore ai Lavori Pubblici Franco Ambrosino ha coordinato il tutto con grande bravura e competenza.

Il Sottosegretario ai Beni Culturali, on. Antimo Cesaro, ha inaugurato l’apertura della cisterna del Corridoio il 25 giugno 2016.

Abbiano finanziato le spese con una parte dei soldi incassati dalla “tassa di sbarco”, che per legge possono essere spesi anche per la valorizzazione dei beni archeologici.

Abbiamo affidato la gestione delle cisterne alla Pro Loco di Ponza e bisogna dire che Emilio Aprea ha fatto un lavoro eccellente. Con gli incassi dei biglietti d’ingresso, ha assicurato la manutenzione ordinaria, ha assunto le guide plurilingue, ha stampato migliaia di opuscoli in italiano e in inglese, ha abbellito i percorsi per raggiungerle.

Più di 40.000 persone sono rimaste a bocca aperta quando sono scese nelle cisterne. Per la loro imponenza, la loro bellezza, la maestria con la quale sono state costruite e il loro stato di conservazione nonostante i duemila anni.

Le cisterne hanno ospitato eventi culturali come le serate di poesia con Antonio De Luca, che ha recitato Catullo in latino. Sono anche diventate “set” di corti cinematografici con Franco Cordella. E tutte le trasmissioni televisive che hanno illustrato Ponza, hanno fatto vedere la novità delle due cisterne.

Sono anche diventate luoghi dove è possibile celebrare il matrimonio civile.

Abbiamo disseppellito alcuni tesori nascosti di Ponza nella certezza che un grande passato avrebbe potuto costruire un grande futuro.

Perché Ponza non è solo la meraviglia del suo mare e della sua natura selvaggia. Ponza ha anche i suoi “segreti” e la sua storia millenaria che è giusto siano conosciuti.

Ponza ha il suo fascino per un turismo che ama il mare, ma con le cisterne aveva acquisito anche un fascino per un turismo più colto. 

Tutto questo è stato buttato alle ortiche dalla nuova amministrazione comunale.

Spiegazioni non ne ha date. Solo balbettii.

Le cisterne sono chiuse. E non si sa se, e quando, saranno riaperte e chi ne avrà cura.

QUESTO E’ UN DELITTO CONTRO LA STORIA DI PONZA.

Sulla chiusura delle cisterne, stupisce il silenzio del sito PonzaRaccontaBalle, che ha come sottotitolo “Prima che i tempo cancelli le stracce, raccogliamo insieme la storia e la cultura di Ponza e dei Ponzesi”.

Ma è un silenzio complice, perché ex o attuali redattori del sito fanno parte integrante dell’amministrazione comunale. La loro presunta e presuntuosa indipendenza di giudizio, va così a farsi friggere.

Sono anche stupito che non ci sia stato – ancora – uno scatto di orgoglio del delegato del sindaco Silverio Lamonica, persona che ha la mia completa stima.

 

Che tristezza e che rabbia.

 


PONZA CONTINUA AD ANDARE ALLA ROVESCIA

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Commenti: 2
  • #1

    Franco (venerdì, 04 maggio 2018 22:54)

    Un applauso ad Enzo Di Giovanni artefice della chiusura nonché filosofo radical chic

  • #2

    Cristiana laura (domenica, 06 maggio 2018 09:53)

    Non si può credere. Le cisterne sono molto belle e molto particolari