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IL S.AGOSTINO

di Silverio Mazzella

 

Credo che fosse nel 1973, sicuramente in primavera. Avevo già fatto un imbarco ed ero in attesa del secondo. Allora in primavera si andava a caccia. Non so se fosse già stata chiusa, fatto è che come tanti coetanei andavo a caccia anche io.

 

Quel giorno quando uscii di casa vi era un bel maestrale fresco. Andai verso i "Guarnieri"  ed ero intento a sparare alle tortore, vi era un bel passo. Poi improvvisamente il maestrale cessò e, guardando verso Zannone vidi ben 3 trombe d'aria in avvicinamento. Pensai al gozzo di papà che era a S.Maria, sperai che lui se ne fosse accorto ma comunque decisi di rientrare.

 

Dopo una decina di minuti ero a casa allo Staglio. Papà intento a rammendare le reti non si accorse di niente. Arrivato a casa lo informai e scendemmo subito alla spiaggia per andarcene in porto. Quando arrivammo alla spiaggia, vedemmo Calisi che si avviava a portare il gozzo in porto, era l'ultimo gozzo, eravamo rimasti soli. Salimmo sul gozzo, avevamo mollato la cima prodiera, papà provò ad accendere il motore ma niente, non volle saperne di andare in moto. Lentamente il vento ci portò a riva, scesi e legai la cima di prua, nell'estremo tentativo di salvare il gozzo papà mi dette una ancora che dovetti trascinare sulle rocce e arrivato sugli scogli la calai in una vaschetta naturale. Papà la lego e si tuffò per venire a riva.

 

Lui avrebbe voluto girare il gozzo con la prua al mare, ma io lo esortai a scendere, il mare era agitato, eravamo nel bel mezzo di una "burriana" e restare ancora si rischiava la pelle. Quando si tuffò non fu facile arrivare a terra mentre lui cercava di poggiare i piedi dove toccava, il reflusso lo riportava al largo. Allora presi un remo, mi portai fin dove l'acqua mi arrivava al bacino e lo porsi a lui. Si aggrappò al remo ed io indietreggiai verso riva così riuscì ad uscire dall'acqua.

 

L'ancora che avevo calato resse per circa 1 ora, poi lo strofinio sul bordo della roccia spezzò la corda nonostante fosse composta da un cavo misto abbastanza doppio. Il gozzo si allargò dalla roccia che in parte lo proteggeva e per lui fu la fine, resse alla prima onda ma alla seconda affondò. Nel pomeriggio il mare calmò , recuperammo il gozzo non aveva legni rotti ma era tutto “sgamentato” Papà chiese a Biagio se lo riparasse, gli furono chiesti 2 milioni per la manodopera; con 6 era in vendita un appartamento sempre lì alla spiaggia è evidente che non fu riparato. Allora non esisteva il 10/10 altrimenti con 10 kg di colla e 10 giorni di lavoro si sarebbe risolto il problema.

 

Ps. Foto gentilmente concessa da Giovanni Pacifico

 

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