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L'IMPREVISTO pt.3

di Silverio Mazzella

 

"Cappeggiando" (procedere lentamente per quanto le condizioni meteo lo consentono) riuscii ad arrivare nei pressi della scogliera di Cala Feola, ora il più era fatto e sentii in me tutta la tensione accumulata andar via, ma volevo fortemente che, anche i MIEI smettessero di essere preoccupati.

 

Entrai all'interno delle piscine, mi avvicinai ad una barchetta ormeggiata, vi legai le cime prodiera e poppiera su un lato e saltai a terra, ero fradicio d'acqua e ciò nonostante avessi i “pann i l'acqu” quelli buoni. Li avevo comprati da uno che li faceva arrivare direttamente da Marsiglia. Salii il pendio delle piscine il più veloce possibile in cerca della prima abitazione, la trovai, era la casa di Girotto, il padre di Sisto, Franco...ecc. Mi aprì la porta la moglie, appena mi vide si spaventò, ero messo proprio male. Le chiesi se per cortesia mi facevano fare una telefonata a casa poiché certamente erano tutti preoccupati.

 

Senza esitare un attimo mi indicarono il telefono e non vollero neanche che perdessi tempo per togliermi di dosso i panni che colavano acqua. Composi il numero di casa mia, lasciai squillare ma nessuno rispose, capii che mia moglie si trovava nell'unico posto ove poteva avere conforto; composi il numero di mia suocera, al primo squillo sentii ..pronto... la chiamai per nome, come risposta ebbi un pianto liberatorio che durò qualche minuto. Poi con calma le dissi: la nostra macchina stamattina l'ho lasciata in porto, sono tutto bagnato, sto alle piscine, avvisa mio padre, poi vedi se Mariassunta e il marito Silverio ti accompagnano al porto oppure qui a prendermi io intanto mi farò trovare sulla strada.

 

Scesi al gozzo e lo ormeggiai bene, intanto la pioggia era terminata. Tolsi i pesci dalle reti e percorrendo l'altro accesso alle piscine salii sulla strada, arrivarono, sistemammo i pesci che avevo portato e dissi di dover prendere le granceole. Silverio aveva già cenato, volle venire per darmi una mano, scendemmo, avevo messo le granceole in un telo resistente lo prendemmo uno da un lato e l'altro dall'altro lato e risalimmo su.. Silverio si sentì male,ebbe bisogno di qualche minuto per riprendersi. Dopo cena, fare quella salita con 32 granceole era stata durissima.

 

Ancora oggi ringrazio le persone che si misero a disposizione per farmi uscire il prima possibile da questa avventura da non ripetere. Dovetti restare, col gozzo, alle piscine per 3 giorni consecutivi, al 4°, dopo pranzo mi feci accompagnare da Patrizia alle piscine, e nonostante vi fosse ancora mare, ma era calmo di vento, ricalai le reti nella stessa zona ove le avevo tirate e tranquillamente ritornai dal faro, ma in segno di vendetta liberatoria non rallentai la velocità come è mio solito fare col mare molto mosso.

 

Ps. Foto gentilmente concessa da Giovanni Pacifico

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