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"LA GRANDE ELISA"

di Silverio Mazzella

 

Negli anni che frequentavo il nautico a Gaeta, alla fine dell'anno scolastico, ero solito andare a lavorare sull' “Apollo” e non ricordo neanche per quale motivo; probabilmente per qualche motivo a Luigi ,il cognato di Gennaro, venne a mancare 1 marinaio così mi fu chiesto di sostituirlo per qualche giorno. Oltre a luigi vi era Salvatore Vitiello (mezzacapa) e un'altra persona che non ricordo chi fosse.

 

Uscimmo come si usava, nelle prime ore del pomeriggio, calammo le coffe, allora si pescava in superficie. Terminammo la notte, verso le 22/23. Alcune ore di attesa a controllare la bandiera che indicava il termine della coffa. Noi da lì avremmo iniziato a tirare. Verso le 3 di notte Luigi disse di iniziare a tirare con un po' di anticipo in quanto era in arrivo una “levantata”. Tutto procedeva bene.

 

Al sorgere del sole, come previsto, iniziò col levante, rapidamente il mare ingrossò, in molti conoscono "La Grande Elisa", una bella barca ,in grado di tenere testa al mare cattivo. Continuavamo a tirare nonostante arrivassero colpi di mare che spesso superavano la falcatura. Poi i palloni che evidenziavano il percorso delle coffe non si videro più, si sperava in qualche pesce, invece le coffe erano spezzate. Nella notte qualche nave le aveva tagliate.

 

Iniziammo la ricerca , ora col radar e i ripetitori è tutto più facile. Il nostro radar erano gli occhi, tutti protesi sulla linea dell'orizzonte, purtroppo andavano valutati tanti elementi, Innanzi tutto direzione e forza della corrente, poi come la nave aveva incrociato le coffe e dopo quanto tempo queste si erano spezzate, poi il vento, ecc.ecc. Dopo ore di ricerca, riuscimmo a ritrovarle, il mare era rinfrescato tantissimo ma pazienza, bisognava recuperare le coffe. Per fortuna ,il levante, per quanto possa essere forte al mattino, dopo il passaggio del sole al meridiano inizia un lento declino.

 

Finimmo di tirare appena dopo mezzogiorno, eravamo in mare aperto e lentamente iniziammo ad avvicinarci, inizialmente eravamo a velocità ridotta facevamo 5/6 nodi l'ora. Poi verso le 14/15 potemmo proseguire a velocità di crociera. Verso le 17 eravamo a 5/6 miglia dal faro della guardia. 2 spadare calabresi erano uscite dal porto, allora neanche le barche grandi come la Grande Elisa avevano la radio, quindi comunicazioni zero. Su una delle barche c'era mio padre che aveva chiesto di uscire con loro pur di avere prima qualche notizia.

 

Ps. Foto gentilmente concessa da Giovanni Pacifico

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