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ZANNONE

di Silverio Mazzella

 

Altri posti ove con papà si andava a retunn era zannone, ci si andava almeno una volta al mese, sempre quando la luna era piena; questo perché con la luna si potevano fare più “vuol” strascico.

 

Quando andavamo a Zannone difficilmente si rientrava in porto prima di mezzanotte, se poi i pesci erano abbastanza allora si tirava fino a giorno. Avevamo 2 poste di reti, calavamo la prima e facevamo lo strascico,nel mentre papà pescava a calamari, inconsapevolmente stava effettuando quella pesca a calamari a “struscio” tanto attuale oggi.

 

Tirato la prima posta di rete, scioglievamo i petagni e li legavamo all'altra posta che calavamo e, mentre la seconda posta era in vuol, si toglieva il pescato della prima. Una volta che tutto il pescato era stato tolto dalla 1 rete si fermava lo strascico, si tirava la seconda rete e si rimetteva in acqua la prima. Tale operazione era ripetitiva fino a quando non si decideva di tornare a casa. Purtroppo per me, non ero io che davo gli ordini altrimenti si sarebbe rientrati sempre molto prima.

 

Era un periodo della mia vita che come spesso succede ai bambini, non amavo mangiare i pesci, i rutunn poi li odiavo, tutte quelle spine, mi riempivano le mani di spine per pescarli figuriamoci poi a mangiarli. A casa quando mamma li cucinava sapendo che non li avrei mangiati mi preparava qualcosa di diverso e papà brontolava dicendo, se non mangia vuol dire che non ha fame; nel tempo mi dimostrò che lui aveva ragione. Quando rientravamo dalla pesca papà scendeva alla spiaggia di s. maria ed io andavo ad ormeggiare il gozzo al porto. Abitavamo allo Staglio, ma mamma aveva un negozietto vicino al ponticello, vi era una cucina, e papà era li che cucinava. I rutunn, freschi di poche ore, hanno un gusto diverso. Me li offriva, ma io "NO" e lui, "vuol dire che non hai fame". Allora mi mangiavo un pezzo di pane senza nulla, era incominciata tra noi una guerra psicologica.

 

Praticamente nella settimana di luna piena ogni notte si ripeteva la stessa cosa. Papà prediligeva cuocerli con un po' d'acqua e quando pronti solo un filo di olio e prezzemolo, ogni sera mi invitava, ma nulla, resistevo. Una sera mi disse, "scusa ma anziché mangiare pane asciutto, che da stamattina si è anche indurito perché non lo bagni nel sugo del pesce?", acconsentii, il tutto era migliore, più gustoso, la fame che avevo fece il resto, papà di fatto restò digiuno. Quella sera fu lui che mangiò pane bagnato nel sugo di pesce. Da quella sera in poi quando succedeva cucinava una bella razione abbondante, per la fame che avevo me ne sarei mangiato un chilo da solo.

 

Ps. Foto gentilmente concessa da Giovanni Pacifico

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