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LA TRUFFA DELLE CIVICHE DI ZINGARETTI

di Danilo D'Amico

 

Avvertenze prima della lettura: traggo spunto da un noto esponente del M5S di Formia, quindi non proprio un mio sostenitore. Denunciavo da tempo questo gioco sporco ed ora se ne accorgono anche i pentastellati che oltre il pressapochismo non vanno, ma ogni tanto, come una meteora, qualcuno di loro ne dice una giusta. Mi fa molto ridere la coerenza di alcuni pentastellati di Ponza che si preparano al voto disgiunto in favore di Di Fazio...un vero e proprio cortocircuito!

 

Tre candidati su sei, ovvero il 50% di loro, hanno un evidente conflitto d’interessi con la Regione Lazio. Sarebbero quindi moralmente e politicamente ineleggibili e incompatibili con la carica di consigliere regionale, ma evidentemente queste circostanze non interessano al centrosinistra regionale:

 

CONFLITTO D’INTERESSI NUMERO UNO – La Regione Lazio fa parte del comitato di Gestione dell’Autorità Portuale di Gaeta – Fiumicino .- Civitavecchia. Se un operaio scaricatore di porto si candida a consigliere regionale, non ci sarebbe alcun conflitto d’interesse; ma se a candidarsi è un dirigente di prima fascia (Lucio Pavone), il conflitto d’interesse è evidente. Cioè nella duplice veste di dirigente dell’Autorità e di consigliere regionale, diverrebbe controllato e controllore.

CONFLITTO D’INTERESSI NUMERO DUE – La Regione Lazio eroga ogni anno miliardi di euro alla sanità privata del Lazio. Se un infermiere di una di queste cliniche si candida a consigliere regionale, non ci sarebbe alcun conflitto d’interesse; ma se a candidarsi è la moglie di un proprietario di cinque cliniche private del sud-pontino (Edvige Gioia), il conflitto d’interesse è evidente. Cioè nella duplice veste di consigliere regionale, che vota e approva i bilanci e gli atti aziendale delle ASL provinciali, e consorte di un proprietario di cinque cliniche private che riceve autorizzazioni e finanziamenti dallo stesso ente, diverrebbe erogatore di finanziamenti e ricevitore di finanziamenti.

CONFLITTO D’INTERESSE NUMERO TRE – La Regione Lazio approva ogni anno i Piani Aziendali delle ASL provinciali. Se a candidarsi alla Regione Lazio fosse un qualsiasi infermiere, non ci sarebbe alcun conflitto d’interesse; ma se a candidarsi è un dirigente medico sanitario (Gennaro Di Fazio), il conflitto d’interesse è palese. Nella duplice veste di consigliere regionale e dirigente medico, diverrebbe controllore degli atti di indirizzo della Regione Lazio e fruitore delle scelte che vengono compiute.

Insomma, le liste civiche servono proprio a questo: a fare il gioco sporco che il Partito Democratico non può fare. Lo slogan della lista è “Con la testa e con il cuore” (incidentalmente è lo stesso saluto che fa Barbara D’Urso a fine ogni puntata delle sue trasmissioni), ma visti i conflitti d’interesse presenti nella lista, lo slogan dovrebbe essere “Con la testa e il portafoglio”.

Attendo con ansia le loro mirabolanti giustificazioni.

 

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