· 

LE FORMICHE

di Silverio Mazzella

 

Non in tutti i posti ove si effettuava lo strascico era fattibile farlo come descritto in precedenza. Ad esempio alle formiche non era possibile farlo, o meglio se si faceva quasi certamente si verificavano danni. Ed allora bisognava farlo in modo diverso.

 

Alle formiche si può dragare in due posti, ma per farlo occorre farlo in modo diverso e usando anche “ u fierr” (l'ancora). La prima cosa da fare è procurarsi una grossa ancora con una robusta cima. L' ancora la si mette a terra a pochi metri d'acqua, possibilmente dietro un sasso in modo da non arare; si stende la sua corda verso il largo e alla fine si lega il “ petagno” di inizio rete, precedentemente misurato così come quello a fine rete.

 

Si inizia a calare la rete cercando di fare una "C". Quindi la "C" deve essere chiusa poiché gli scogli sono più frequenti. Terminato, la rete filando la "calomma" si raggiunge il primo "petagno", la prima cosa da fare è fissare la cima dell'ancora alla “Munachett” (bitta di bordo a prua,) poi, pian piano si pareggiano i lati fino ad aver in barca i due nodi segnalati. Tali nodi devono essere fissati alle bitte poppiere , poi si ritorna a prua e si inizia a recuperare la corda dell'ancora.

 

Facendo questa operazione la rete viene di fatto fatta strascicare sul fondo in modo meno rapido e violento che se si usa il motore. Ne consegue che nel caso la rete trovi uno scoglio, se si riesce, dolcemente lo scavalca; se invece “incarama “ tirando a mano lo si è fatto in modo tanto soft che una volta disancorato e iniziato a tirare da ambo le mani (lati), arrivati al perpendicolo dello scoglio questo lasci con facilità. Nel caso poi che comunque si sia impigliata alla roccia procurerà danni decisamente inferiori a quelli che si sarebbero avuti utilizzando il motore per lo strascico.

 

A volte succedeva che dopo aver recuperato solo alcune decine di metri di cima dell'ancora, la rete si impigliava a qualche scoglio e non si poteva recuperare l'ancora, allora ci si metteva un galleggiante e la si lasciava a mare per recuperarla successivamente.

 

Ps. Foto gentilmente concessa da Giovanni Pacifico

Scrivi commento

Commenti: 0