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'A STRISCIA CALMA

di Silverio Mazzella 

 

Tra le tante pescate fatte a fellon, negli anni,mi sono successi tanti episodi che sicuramente mi hanno fatto accumulare una discreta esperienza sia per quanto riguarda la meteorologia, materia che, teoricamente, era stata oggetto di studio a scuola, sia quale ampliamento su cose reali per la normale sopravvivenza.

 

In precedenti occasioni ho già scritto riguardo la brutta esperienza fatta con mio padre con la tempesta di tramontana ed il difficile rientro. 0ggi sto a raccontarvi di un episodio accadutomi a Palmarola. Una delle zona di pesca che preferivo era quella sulla secca di mezzogiorno, il fondale è abbastanza pulito, quindi pulire le reti per calarle era facile.

 

Quel giorno andai a pescare nonostante vi fosse già un bel maestrale,credo forza 5. Per non bagnarmi troppo e non prendere colpi di mare, procedetti col motore a mezza forza, arrivato sulla secca tirai il primo gruppo di reti, lo pulii nel mentre e appena terminato mi portai sopravento e con non poche difficoltà lo calai lasciandomi trasportare dal vento. Andai poi a tirare il secondo gruppo di reti, ne avevo 4, e come nel primo tiravo e pulivo, quando finii mi riportai sopravento e iniziai a calare le reti.

 

Ogni gruppo di reti era lungo circa 1.000 metri.

 

Agli inizi ero in difficoltà nel calare le reti, il vento era stranamente rinfrescato, di solito il maestrale rinfresca dopo pranzo; e non erano neanche le 11 , pensai se non molla subito, sarò io che , appena finito, mollo tutto e vado a casa. Poi dopo una decina di minuti il vento iniziò una rapida diminuzione, il gozzo era traversato al vento e mare e mi riusciva bene ora calare le reti, nel calare gli ultimi 100 metri persi un po' di tempo in quando il gozzo di fatto si spostava lentamente, ma finalmente calai a mare anche l'ultimo petagno.

 

Fino a questo preciso momento io ero con la faccia rivolta a maestrale e le spalle al faro, mi girai pronto ad andare a tirare il terzo gruppo di reti ed ebbi una amara sorpresa. Ero posizionato al centro di una striscia di mare larga meno di 1 miglio, nel lato ovest della striscia il vento e mare era di maestrale e si vedeva che più si guardava oltre, più mare c'era; la realtà brutta era però guardando Ponza. Nel lato Est della striscia di calma piatta era venuta una gran bella levantata che sicuramente non sarebbe durata poco.

 

Allora per prima cosa attivai la sentina poi misi il motore al massimo nel mezzo miglio di calma, e puntai per prendere il ridosso di Palmarola, quando entrai nel vivo del vento ridussi la velocità a circa mezza forza, raggiunto Palmarola puntai per i faraglioni e poi da li per Lucia Rosa. Dopo qualche ora ero a ridosso di Ponza, sapevo che la via breve era passare per il faro, ma sapevo anche che sia alla Scarrupata che alla Parata avrei avuto grosse difficoltà.

 

In questi 2 posti col levante il mare diventa più grosso che altrove. Puntai per Gavi e passai tra Gavi e le Scuglietelle, dopo 3 ore finalmente ero ormeggiato in porto.

 

Ps Foto gentilmente concessa da Giovanni Pacifico

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