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'U VUZZ'

di Silverio Mazzella

 

Verso la fine degli anni '90, non ricordo la data con precisione, ci fù un cattivo tempo terribile. Un evento eccezionale che la natura qualche volta ci riserva.

 

Vi era vento fortissimo da maestrale ed io avevo il mio gozzo al solito posto in porto. Sapevo dalle previsioni meteo del tempaccio in arrivo e per precauzione avevo girato il gozzo con la prua al vento e calato una seconda ancora. Al mattino presto nel porto non si capiva niente, le raffiche di vento portavano via di tutto dalle imbarcazioni e stare alla banchina era un bagno assicurato.

 

Ogni ora andavo al porto con la macchina e tutto era regolare, le ancore tenevano e c'era spazio tra il gozzo e le altre imbarcazioni. Verso le 11,00 all'improvviso le ancore iniziarono ad arare. Fui immediatamente avvertito da amici.

 

Ritornai di corsa, saltai sul gozzo, mi tirai un po' al largo, controllai che non vi erano danni e pensai che, se fossi rimasto certamente le ancore avrebbero arato di nuovo. Presi allora la decisione giusta, accesi il motore controllai che la marcia ingranava, legai le cime poppiere alle ancore prodiere e, gettato tutto in acqua, ingranai la marcia e accelerai.

 

Appena il gozzo prese l'avvio ridussi la velocità ma andavo avanti, avevo la prua verso la spiaggia di Giancos il mare a mascone a sinistra, ero già fradicio di acqua di mare. Con la velocità di 2, forse 3, nodi l'ora proseguii verso la spiaggia di Giancos, poi quando ne ero molto vicino girai per S.Maria.

 

Il mio obiettivo era il CANTIERE PARISI.

 

Ero senza ancore e sapevo che loro ne hanno sempre una pronta per fornire il gasolio. Prima di accostare preparai altre cime per la prua, le legai alla bitta, poi presi la cima dell'ancora ed infine accostai al moletto. Dovetti ripetere l'operazione di attracco per 4 volte poiché appena fermavo l'elica le raffiche di vento mi riportavano al largo. Poi finalmente riuscii a saltare a terra, legai la prima cima a terra. Ormai il grosso era fatto, con calma salii a bordo legai l'ancora, spensi il motore, presi la seconda cima prodiera e la legai a terra.

 

 

Corsi a casa per una doccia calda. Il giorno dopo appresi che a Le Forna a Cala Fonte la mareggiata aveva gettato giù parte della roccia e che nel porto alcuni gozzi erano stati affondati.

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