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'U FELLON, 'U FURTIN

di Silverio Mazzella

 

Negli anni che ho effettuato tale pesca spesso mi è capitato di pescare una granseola di sesso femminile e nelle sue vicinanze alcuni maschi. Di solito ciò accadeva nei primi mesi di pesca, e tutto era collegabile alla loro migrazione e al fatto che i maschi cercavano di soccorrere la femmina in difficoltà.

 

In una occasione particolare nei pressi della secca di capobianco mi è capitato di prendere una “palla” di granseola, ve ne erano 9 tutti insieme, 1 femmina e 8 maschi. Il maschio più grande era praticamente al di fuori della rete ma era talmente eccitato da non rendersi conto di quanto stava accadendo.

 

Per metterli in barca dovetti togliere le reti dal salpa-reti e tirare alcuni metri a mano, ne valse la pena. Anche le granseole, un po' come le seppie, seguono le femmine ed è per questo motivo che possono verificarsi episodi del genere. Spesso nei mesi di maggio capita che il maschio, in particolare, emerga talmente tanto da trovarsi a pochi metri. Ricordo 2 episodi, nel primo caso, come era solito in passato, si calavano 2 o tre pezzi di reti per hobby. In una occasione ero con un mio amico e tiravamo le reti vicino al caciocavallo, a non più di 5 metri; ebbene catturammo un maschio di quasi 3 chili.

 

In altra occasione stavo con mia sorella, eravamo andati a polipi con lo specchio, lei remava ed io perlustravo il fondo, eravamo al fortino quando vidi un maschiaccio. Avvertii mia sorella e pensai a come poterlo catturare. Non avevo praticamente niente se non la "porpara" ,ma già sapevo che lo avrei preso, a costo di andare sotto a prenderlo. Indicai a mia sorella di posizionarsi con la barca sulla perpendicolare del fellone; lentamente calai la "porpara" davanti alle sue chele ma lui niente, rimossi lentamente il tutto, avvicinandola fin quasi a toccarlo allora lui mollò una chela ed iniziò a stringere, io diedi dei colpetti alla "porpara" cercando di fargli credere che era un pesciolino che si contorceva, allora lui attaccò con la seconda chela, io vedevo il tutto dallo specchio, iniziai a tirare lentamente e costantemente, lui non aveva intenzione di lasciare la sua preda.

 

Lascio immaginare la gioia di quando, ad una ventina di centimetri sotto il livello del mare, lo afferrai e tirai in barca. Il resto potete immaginarlo!

 

 

PS. Foto gentilmente concessa da Giovanni Pacifico

 

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