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'A BICICLETT

di Silverio Mazzella

 

Nel periodo in cui andavo a pesca con i tremagli, sulla barca "il coniglio", pian piano l'equipaggio cambiò: mio nonno smise di pescare, mio zio Pompeo si comprò un suo gozzo e mio padre prese il comando. Il nuovo equipaggio era composto da giovani e di solito erano: Franco "i portazzero", Salvatore "i mezzacapa", Silvestro "sigarone", Pietro "bolinder" , tra loro vi era armonia e non mancavano gli scherzi. Tutti più o meno ventenni, e quasi coetanei per cui le risate abbondavano tra gavettoni ed altro.

 

Durante le traversate se non c'era da lavorare, tutti si sdraiavano e riposavano, per alleviarsi un po' dalla calura estiva ci si inventava di tutto; ma la cosa importante era non addormentarsi mai; quando succedeva che uno si addormentava, gli altri con destrezza, nella migliore delle ipotesi lo legavano come un salame, figurarsi al risveglio quando doveva pregare di essere slegato e tutti che ridevano.

 

A volte però entrava in gioco la “bicicletta”...il termine era conseguenza del modo di comportarsi della “vittima” della burla, in estate quasi tutti noi usavamo gli infradito e quando ci si addormentava, gli altri preparavano l'occorrente: un piccolo straccetto attorcigliato a formare qualcosa di simile ad una sigaretta, poche gocce di gasolio messe sullo straccio e la scatola dei “micciarielli”. Quando tutto era pronto uno sollevava la ciabatta quel tanto da poter infilare la sigaretta di stoffa tra alluce e illice e rimettere poi la ciabatta a posto. Se sfortunatamente la vittima non si svegliava in quel momento, per lui iniziavano i problemi poiché era giunto il momento di pedalare per far ridere il gruppo. Uno accendeva il cerino e lo portava vicino allo straccio, questi faceva la fiammella mentre ardeva, era alimentato dalle poche gocce di gasolio. Nel sonno avvertiva il calore che lo molestava ed iniziava a dare calcetti che, man mano che la fiammella si avvicinava al piede, erano sia più frequenti che più ampi poi quando la fiamma era prossima al piede si svegliava di soprassalto e tutti a ridere mentre la “vittima” prometteva vendetta al prossimo pisolino.

 

 

PS. Foto gentilmente concessa da Giovanni Pacifico

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