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CHIAIA DI LUNA

di Vincenzo Lorusso

 

Bella, affascinante, ammaliante, romantica, pericolosa ... 
Chiaia di luna la si descrive quasi come se fosse una donna, dove piuttosto che incorrere nel rischio di "fall in love", c'è il rischio di "falling rocks"... ecco il perchè del "pericolosa", ecco il perchè l'accesso è chiuso anche da terra.

 

E' esposta ad ovest, e da essa è possibile ammirare quindi sia Palmarola, sia i tramonti sempre straordinari, e sempre motivo per cui volersi soffermare anche solo sul piazzale sovrastante che si trova a pochi metri dall'omonimo hotel, ora una delle mete ambite, in estate, per happy hour caratterizzati dal panorama sublime: come stare su una terrazza su Chiaia.

 

In passato è stata vissuta come porto dagli antichi romani, infatti era da loro stato realizzato un tunnel di oltre 150 metri per raggiungere così il centro dell'isola dal momento in cui approdavano su questa baia: un tunnel che davvero è testimonianza anche dell'edilizia romana di quei tempi, grazie alla presenza anche dell'opus reticulatum che si incontra fin da subito all'ingresso.

 

Il nome "Chiaia di Luna" sembra che le sia stato attribuito perchè assomiglia ad una luna quando di essa se ne vede solo un quarto, intrappolata tra il mare e la falesia di tufo giallo
E' una spiaggia che a differenza di altre conserva sempre il suo fascino, resta sempre musa ispiratrice per chi ama la pittura e per chi ama la fotografia.

 

Che il mare sia piatto "come l'olio", o che sia un susseguirsi di onde impetuose capaci di arrivare a bagnare l'intera spiaggia fin sotto la "montagna"; che ci si trovi in giornate serene, o in giornate estremamente ventose o uggiose, Chiaia di Luna resta una meta obbligatoria per tutti, non solo per chi arriva a Ponza per la prima volta.

 

Mi vien ora in mente che ogni volta che percorrevo quel tunnel, quando riuscivo a scorgere il mare, spesso rimanevo allibito e contento quando scorgevo il mare molto calmo: il mare mostrava lo splendore del suo colore e la trasparenza delle sue acque, era impossibile non restare lì incantati.
Purtroppo oramai è inaccessibile, sia per chi volesse raggiungerla seguendo il tunnel "romano", sia per chi magari volesse approdarvi dal mare; di essa non ne resta che il ricordo di quelle belle passeggiate lungo il bagnasciuga al tramonto, dei divertenti tuffi nelle onde nelle giornate caratterizzate dal mare mosso, giornate in cui non erano pochi i bagnanti che bastava poco per trovar il loro telo da mare completamente bagnato, ed il ricordo anche delle uscite in mare a bordo dei pedalò arancioni, gialli, o blu, o di canoe, queste quasi tutte gialle..

 

Non erano sporadiche le volte in cui da ragazzino ricorrevo al pedalò sopratutto per dare voce alla mia passione per la pesca: per me diventava quasi una barca a tutti gli effetti, e per questo portavo a seguito i vari attrezzi per la pesca ... 
Riecheggiano in memoria anche i ricordi di quel ristorante sulla spiaggia ove spesso ci si rivolgeva anche solo per un gelato.

 

 

La speranza di molti è che torni ad essere accessibile, che si riesca magari a porre reti di contenimento anche lì dove la situazione è più precaria, o che magari si riesca a recuperare una larghezza maggiore di spiaggia grazie magari anche una scogliera...
E' un vero peccato avere questo tesoro ed esser costretti ad esser solo spettatori...


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