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'O CAPNUOGLIE

di Silverio Mazzella

 

Dovevano essere i primi anni del 60 forse avevo 10 anni o poco meno e come tante altre volte ero a pesca con papà ,zio,nonno.

 

Quel giorno le reti erano alla botte e mentre le tiravano io una volta tolta l'acqua dalla sentina ero di vedetta, scrutavo l'orizzonte alla ricerca delle stenelle, poiché la pesca a castardelli era la mia passione.

 

All'improvviso sull'orizzonte vidi una pinna uscire dal blu profondo, gridai che avevo visto i delfini, gli altri guardavano dove io indicavo ma niente non si vedevano e la cosa non mi convinceva, ero certo di aver visto 6 o 7 pinne che però non si vedevano più. Mi prendevano in giro dicendo che ero talmente desideroso che li vedevo nella mia fantasia, ma io imperterrito dicevo no, io li ho visti, ho visto le loro pinne dorsali, solo che erano un po più grandi. Allora iniziarono a dire che magari avevo visto qualche altro pesce e la cosa finì li. Ero pensieroso , che cavolo avevo visto ? E guardavo sempre lì, in direzione Ischia , passò del tempo e si riprese il lavoro quotidiano.

 

Quando mi ero quasi rassegnato eccoli di nuovo più vicino ma ancora molto lontani; gridai e indicai e questa volta anche gli altri videro le pinne. Non erano delfini, erano Capodogli e venivano verso di noi. Era la prima volta che li vedevo, pesci mastodontici, e tranquilli che si avvicinavano, di solito se ne vede 1 alla volta .Quando la loro vicinanza iniziò a essere preoccupante lasciammo tutto e ritornammo a casa. Dopo quella volta, mi è capitato di vederne almeno una decina tra cui uno morto, qualche volta sembra quasi si divertano a farci saltare dallo spavento, immaginate: navigazione tranquilla nel silenzio assoluto rotto solo dal rumore del motore, assorto in chissà quali pensieri e all'improvviso lui che emerge a qualche decina di metri dalla poppa. Il colpo che dà con lo sfiatatoio fa credere ad una enorme frana, l'acqua che vi bagna tutto, e lui che sembra se la ride.

 

 

L'ultima volta che ne ho incontrato uno era da non credere per quanto fosse a terra, avevo da poco passato il passaggio a terra del Calzone Muto diretto a Palmarola, mi colse di sorpresa non lo avrei mai immaginato, credevo spiaggiasse; lui era li a caccia di totani. Lentamente andò verso il faro e da li prese il largo. Credo che per qualche giorno la pesca a totani accusò il suo passaggio.

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