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UN TUFFO NEL PASSATO pt.2

di Marialibera Rispoli

 

Ponza ha un patrimonio archeologico notevole che purtroppo non è abbastanza sfruttato. Alcuni recuperi sono stati fatti, ma ci sono ancora parecchi frammenti di storia da salvaguardare, sia per alimentare posti di lavoro che per aumentare il turismo.

 

La costruzione più famosa a Ponza sono le grotte di Pilato. Situate vicino al porto proprio sotto il cimitero, costituite da numerose piscine collegate tramite canali per il ricambio dell'acqua. Il luogo più ambito è il Murenario, dove l'imperatore Ponzio Pilato allevava le murene, un pesce considerato sacro per i romani per le presunte funzioni propiziatorie ad esso attribuitegli.

 

Vi sono moltissimi canali anche subacquei nelle grotte che sbucano da una parte all'altra. Altri sono senza uscita, infatti sono molto pericolosi: se non li si conosce ci si può perdere all'interno. Quei cunicoli bui bisogna conoscerli per poterci andare, altrimenti si rischia di perdersi, infatti i romani li avevano progettati apposta per non far entrare nessun estraneo al di fuori dell'imperatore e dei suoi fidati. Tramite un'ampia scala le vasche erano parte integrante di una sontuosa dimora imperiale romana, appartenuta all'imperatore Ottaviano Augusto, i cui resti sono tutt'ora visibili sul promontorio isolano: Le nicchie ricavate nella roccia alloggiavano statue di divinità pagane, in particolare una parete al centro di fondo alla grotta principale troviamo una nicchia che ospitava una statuetta di marmo bianco, raffigurante probabilmente Apollo Dioniso, Dio arcaico della vegetazione.

 

Questi ritrovamenti fanno pensare che all'interno di queste grotte venivano celebrati anche dei riti religiosi. Nelle foto vediamo l'antico Murenario e in fondo alla parete di mezzo la nicchia contenente la statuetta dell'Apollo Dioniso.


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