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PERCHÈ DIRE SI ALLA CACCIA

di Danilo D'Amico 

 

Dal 1980 al 2006 il numero dei cacciatori è sceso di un milione. Otto italiani su dieci sono contrari alla caccia, mentre vegetariani e vegani hanno raggiunto quasi il 7% della popolazione.

Tuttavia, con gli emendamenti alla legge quadro del ’92 si è permesso di sparare fino a un’ora prima del tramonto o ridurre la lista delle specie protette: i successi dei cacciatori sono in sostanza più visibili e tangibili di quelli degli animalisti.

 

Chi ha ragione? La caccia è uno sport o un massacro di innocenti? Ecco i pro che mi fanno essere a favore di questo antichissimo sport.

La caccia è sicura, efficiente e necessaria. Il tasso di ferita da armi da caccia è più basso di altre forme di sport, come il calcio o il ciclismo. Inoltre, la caccia è una forma effettiva di controllo delle specie perché contiene il numero di ogni esemplare, tenendolo in equilibrio ed evitando che si riproducano in maniera eccessiva.

Da quando i grandi predatori naturali si sono estinti in molte regioni, i cacciatori fanno le veci dei lupi, ad esempio riducendo anche gli incidenti tra uomini e animali come quelli d’auto, la malattia di Lyme e i danni al paesaggio.

 

Al contrario dei tiratori scelti e degli immunocontraccettivi, la caccia non incide molto sulle tasche dei contribuenti perché i cacciatori uccidono gli animali “gratis”. Inoltre per ottenere il tesserino regionale di caccia è richiesto un contributo, ad esempio, di 84 Euro in Friuli Venezia Giulia e in altre regioni italiane. Quindi, nel loro piccolo supportano l’economia nostrana.

Per quanto riguarda il fattore etico, uccidere una lepre per mangiarla non è poi cosi diverso da comprare una bistecca dal macellaio. Inoltre, gli animali selvatici hanno la fortuna di vivere liberi e hanno la possibilità di scappare prima di essere uccisi. In conclusione, la caccia fa bene all’intero ecosistema. Alcuni cacciatori sono contrari ad alcune tipologie come quella competitiva o quella con animali da allevamento immessi in natura.

 

Ciò che va fermato è il "bracconaggio". Sono i bracconieri il nemico di ambiente e animali, non i cacciatori. I cacciatori sono i primi tutori della natura, è un dato di fatto non opinabile.

Piccola precisazione...bracconiere non è una vecchina di più di 90 anni denunciata qualche tempo fa da quei "criminali" (loro si che lo sono, in senso morale, ovvio) del CABS (organizzazione anti-bracconaggio) solo perchè aveva piazzato sul suo balcone due piccole "trappoline" per uccelli. Una schifezza inaudita, eppure qui da noi c'è chi li giustifica ancora.

Il dibattito sulla caccia non potrà essere risolto in tempi brevi. Entrambi gli interlocutori discuteranno di sicurezza, costi ed efficacia, ma probabilmente non saranno mai d’accordo sull’eticità della pratica.

 

 

Nel frattempo, però, consiglio agli amici del CABS (responsabile, tanto per non dimenticare, di essere entrato illegalmente nella terra di un nostro compaesano e di averlo fatto sentir mal nel vero senso della parola per la paura), mentre i "veri" cacciatori e i "veri" ambientalisti discutono (o almeno ci provano) civilmente, di non addentrarsi in discorsi seri. Non fanno per voi...per voi fanatici senza cervello?! ... meglio il sudoku...

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