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LA PRIMA VOLTA A PESCA

di Silverio Mazzella

 

Il mio primo giorno di pesca avvenne che io non andavo ancora alle elementari. 

 

Ricordo che mio padre al mattino appena albeggiava si alzava ed usciva di casa per poi ritornare nelle prime ore del pomeriggio e, come tutti i bambini, morivo dalla voglia di uscire con lui.

 

Così iniziai a fare i capricci e per giorni interi manifestavo il mio malcontento; papà un giorno mi disse: “dai oggi ce sta a chien i maist quann calm t port “ (dai oggi vi è l'onda lunga di maestrale, appena calma ti porto a pescare con me).

 

Sapevo che papà quando mi prometteva una cosa la faceva ed aspettai...ma quando verso le 11.00 scesi alla spiaggia di S. Maria vidi il mare piatto e mi sentii preso in giro così come il giorno successivo ed allora iniziai a credere che lui non voleva portarmi.

 

Doveva essere il 1955/56 e io, come in tante famiglie, dormivo in un lettino aggiunto in camera da letto, così al terzo giorno aspettai che mio padre si alzasse e andasse al negozietto di mamma a prepararsi la colazione, appena lui uscì iniziai a vestirmi, mamma si svegliò e mi chiese cosa stessi facendo ed io le dissi che dovevo andare a pescare con papà.
Mi chiese <<ma tuo padre lo sa?>>
<<sì, mi aspetta al negozio>>
<<ma non ha detto che è tempo brutto?>>
<<no mamma vedi non c'è vento è tutto calmo>>
<<ok vai e non far arrabbiare papà che sta lavorando>>

 

Mamma era convinta che andassi al negozio a raggiungere papà...col cavolo che lo feci!

 

Sapevo che il gozzo era ormeggiato alla spiaggia, di corsa arrivai e salii a bordo, non ricordo con certezza se la barca fosse "Il Coniglio" (armatore zio di mio padre) oppure "La Fiorella" (Armatore mio Zio Pompeo, fratello di mamma).
Ricordo che chi comandava era zio Pompeo e oltre a lui e papà vi era anche nonno, credo vi fosse anche un altro signore che era il papà di Silverio "U Iscaiuolo".

 

Mi nascosi sotto la prua ed aspettai, arrivarono tutti e poiché i motori a quei tempi erano a testa fredda, per accenderli bisognava surriscaldare la testata.
Mio nonno scese sotto la prua a prendere la bombola del gas, con essa accesero il motore, poi ritornò a posarla ed io restai nascosto.

Partirono, accelerarono ed aspettavo e contavo il tempo, quando ormai ero certo di essere arrivato nei pressi di Palmarola uscii dal nascondiglio. Pensavo: "è passato tanto tempo e certamente non torneranno indietro".

 

Appena uscito mi resi conto di aver sbagliato la tempistica, stavamo sotto al cimitero. Quando papà mi vide mi rimproverò, mi disse che il tempo non era buono e stavano per ritornare indietro. Mi misi a piangere ,a fare i capricci, dissi a papà che non era vero, che era lui a non volermi portare, allora papà mi chiese: <<ma tua madre lo sa?>> 
<<si, lo sa>> 
<<e la tua colazione?>> 
<<Ho detto che me la facevi te al negozio>>
<<e perché non sei venuto?>>
<<Perché non mi avresti portato>>

 

Mio nonno intercedette per me e papà mi disse <<Silverio sei sicuro che mamma lo sa? vedi che se non lo sa e mi dici una bugia mamma chiamerà i carabinieri per sapere dove sei>> ed io risposi <<ma papà ti ho detto che mamma lo sa e che non sono venuto al negozio altrimenti mi dicevi di no>>; allora papà rigirò verso il largo.

Come lui mi aveva detto vi era il maestrale, fino al faro io ridevo e scherzavo con tutti, il mare era calmo, stavo realizzando un mio desiderio. 
Appena giunti al faro della guardia le cose cambiarono immediatamente, onde che a me sembravano altissime investirono il gozzo ma imperterriti si andò oltre, con l'esperienza di oggi posso affermare che le reti erano postate tra i rilevamenti della torre o della guardiola, praticamente al largo di Chiaia di Luna.

 

Ci fermammo e iniziarono a tirare, di tanto in tanto qualche onda irrompeva a bordo, iniziai ad avere un po' di paura, mio zio Pompeo allora iniziò a prendermi in giro, mi disse <<ma non vedi che stiamo affondando visto che il mare sale a bordo?>>
<<cosa posso fare?>>
<<pigl u stagnariell e lev a l'acq”>>(prendi la sassola e leva l'acqua), immediatamente eseguii. 
Poi quando avevano praticamente finito mi fecero tirare circa 10 metri di rete: gioia immensa vennero su 2 aragoste, da quel dì e per anni andavo a pesca con persone più grandi: Mezzacap, Sigarone, Bolindr, Pinuccio e chiedo scusa ad altri non ricordati, tutti loro tiravano a mano le reti e quando queste non toccavano più il fondo pretendevo di tirarle io poiché ero certo di prendere qualche aragosta.

 

Mio padre, tornati a casa disse a mamma <<abbiamo in casa un marinaio, ha avuto tanta paura per il mare alto,era preoccupato per l'acqua che entrava, tuo fratello lo prendeva in giro, ma lui imperterrito faceva il suo lavoro e seppure aveva un viso bianco dalla paura è riuscito a non rimettere e non si è lamentato per tornare a casa.

 

 

Ps. foto gentilmente concessa da Giovanni Pacifico

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