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METTIAMOCI LA FACCIA

di Danilo D'Amico 

 

Tutti noi, durante la nostra vita, abbiamo avuto a che fare, almeno una volta, con qualcuno che poi abbiamo definito "faccia da c*o" o "faccia come il c*o".

Negli ultimi tre mesi, pare, questa "faccia" l'hanno assunta in molti!

 

Da quando l'estate è iniziata, in zona porto, i disagi per alberghi e ristoranti dovuti a schiamazzi notturni sono stati all'ordine del giorno (o forse della notte, in questo caso).

 

Per far fronte a questo problema alcuni imprenditori hanno indetto una raccolta firme da portare al sindaco. Bella iniziativa, non c'è dubbio, però inutile perchè c'è già un regolamento comunale su questa tipologia di problema e quindi basterebbe applicarlo.

Sembra il classico comportamento alla "Ponzio Pilato": <<voi portatemi le firme che ci penso io>> - per quelli che vorrebbero il rispetto del regolamento. Oppure <<Me lo chiedono i cittadini, non posso farci nulla>> - per quelli che hanno sempre accusato l'ex sindaco di non averli lasciati "lavorare".

 

Tutto questo era prevedibile...

 

Ciò che, per me, non lo era è il comportamento tenuto dai cittadini che si sono rifiutati di andare a firmare. Rancore, goduria nell'assistere al nascere di problemi e ripicca.
Tolto il fatto che sono tutti sentimenti "giustificabili" visto ciò che alcuni hanno dovuto subire, ritengo che la cecità con cui si affrontano, a volte, i problemi è proprio quello che noi de "IL PONZESE" abbiamo intenzione di combattere.

Dobbiamo agire come comunità e non come singoli. Non serve più nascondersi dietro il dito di chi si vuole accusare di non farlo. Tutti dobbiamo fare la nostra (piccola)parte.

 

Vi dico come la penso io: se il tuo concetto di libertà nuoce alla mia allora non è libertà, ma sopruso. Il regolamento va applicato.

 

Detto questo, un ultimo pensiero rivolto a chi credeva di essere tutelato meglio: avete voluto la bicicletta............

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