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PESCA AL PESCE SPADA pt. 3

di Silverio Mazzella

 

Oggi vi racconto di quella che è stata la migliore pescata al pesce spada in assoluto, nel periodo in cui la praticavo con mio padre.

Avevamo un gozzo vecchio stampo e, se ricordo bene, era lungo 7 metri e con questo di solito uscivamo il pomeriggio, poco prima delle 16,00 .

 

Lungo il percorso si scongelavano i calamari (che erano l'esca più usata), si preparavano i palloni, le bandiere, insomma si approntava tutto il necessario per iniziare a calare le coffe. Di solito usciti dal porto facevamo rotta sud/sudovest e navigavamo per almeno 3 ore e poi iniziavamo a calare i nostri 600 ami.

 

Ma un bel giorno ci fu un imprevisto, noi il pescato lo portavamo a "MARIA" (figura storica isolana), per meglio intenderci alla nonna di "GIOIA", che quel giorno di fatto aveva esaurito l'esca, allora a mio padre venne una idea, mi disse: va da luig e vid si ta dà.

Mi recai alla pescheria "SOGLIUZZO" e parlai con Luigi, lui mi disse che sì teneva l'esca ma era destinata a "Luigi ì cautarell" e che eventualmente l'avrebbe venduta a noi solo dopo essersi accertato che questi non andava a pescare, e pose come ultima condizione che l'eventuale pescato fosse ceduto a lui.

Mio padre aspettò un po' e poi decise che si stava facendo tardi e volle rientrare a S. Maria, io non so cosa mi prese, avevo deciso che quella pescata dovevamo farla e basta. Avevo detto a Sogliuzzo che se l'esca diveniva disponibile avrebbe dovuto telefonare alla Pensione Silvia che disponeva di uno dei pochi telefoni.

 

Dopo tanta attesa la telefonata arrivò. Corsi a casa a chiamare mio padre che, visto l'orario non voleva più uscire, allora lo ricattai dicendogli che se non andavamo a pesca, io sarei andato a pescare con un altro peschereccio e non sarei andato più con lui. Mia madre che era presente disse: Peppe lo conosci, se dice una cosa la fa, quindi o vai a pesca o cercati subito un altro marinaio!

Controvoglia papà mi accontentò, uscimmo con almeno 2 ore di ritardo del solito, tenemmo il motore leggermente più accelerato ed io iniziai a preparare come al solito, terminai che eravamo a circa 1 miglio al traverso ovest della botte In tutto questo tempo papà si era innervosito, e non poco, per tutto il lavoro che stava facendo controvoglia e con rabbia mi disse: hai voluto uscire per forza, è quasi buio, allora visto che io non so che direzione prendere <<tiè pigl u viagg e cummann tu>>.

 

Effettivamente il sole stava calando all'orizzonte e dovevamo navigare almeno una ora e mezza per arrivare in zona pesca. Presi il comando e onestamente mi rendevo conto che stavamo fuori zona, allora con le “genialate” dei quattordicenni presi un decisione. Proseguii dritto fino a quando il sole non tramontò sulla linea dell'orizzonte; quindi rallentai e dissi “iett a bandier” al che papà disse “ ma cca nderr camm pescà i castauriell ?” ( ma qui vicino alla costa cosa dobbiamo pescare i castardelli?) 
Col termine castardelli intendeva dire, seppure prenderemo 1 spada sarà piccolo.

 

Io con decisione gli risposi <<Uomo di poca fede, che sei: tu o io che decido?
Fnimmo di calare molto tardi poiché al buio era più difficile calare ma alla fine tutto era stato fatto.

 

Aspettammo che quasi sorgesse il sole e poi iniziammo a salpare, per circa metà coffe, quelle più distanti da ponza non pescammo nulla, poi vedemmo un paio di palloni riuniti e semi affondati...era il segno che avevamo pescato qualcosa, papà non mi faceva ancora tirare i pesci, lo faceva lui, tirò e mettemmo in barca 1 spada, ma il trave era ancora pesante, tirò ancora 2 ami ed il 2° spada fu in barca, il trave era ancora pesante, tirò e dopo 2 ami anche il 3° spada fu in barca. Alla fine mettemmo a bordo 7 spada e tra essi il piccolo superava i 50 chili mentre 2 di essi superavano i cento chili.

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