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LA PONZA BORBONICA

di Danilo D'Amico 

 

E' raro, oggi, trovare appassionati di storia, soprattutto se si parla della Nostra Storia. Le nuove "armi di distrazione di massa" ci hanno ingarbugliato il cervello a tal punto che pur avendo sotto il naso un immenso patrimonio artistico, non ce ne accorgiamo.

 

Il Porto, con la caratteristica quinta curvilinea di abitazioni su due livelli stradali, è sotto gli occhi di tutti (e non tutti sanno che fu realizzato - così come molte altre opere - in epoca borbonica).

L'Ufficiale del Genio Antonio Winspeare e l'ingegnere Francesco Carpi sono stati i principali artefici delle opere pubbliche che ancora oggi ci caratterizzano: il Cimitero, il Palazzo degli Uffici (oggi sede del comune), la Chiesa e il Forte Papa a Le Forna.

Ponza è impregnata di storia e di tradizioni. Oggi cito l'epoca borbonica a seguito di un episodio che mi ha fatto molto pensare.

 

Era il 21 luglio, festa della Madonna della Civita, e ovviamente, da "tradizionalista" quale sono, ero presente alle celebrazioni.
Tra i tanti colori e decorazioni non ho potuto fare a meno di notare una bandiera del Regno delle Due Sicilie che svettava su qualsiasi altra bandiera.

Non so se ci sia sempre stata ma non ci avevo mai fatto caso!
Una grave pecca la mia, lo so...soprattutto se considero il fatto che di Storia sono uno studioso.

Aver visto quella bandiera è stato bellissimo perchè significa che, nonostante ci provano da sempre, la nostra memoria/cultura non è stata dimenticata da tutti.

 

Ponza, così come tutto il Meridione, è un museo a cielo aperto e basterebbe veramente poco per sfruttarlo di più. Per esempio? Cominciamo ad insegnarlo ai giovani!

La nostra principale risorsa è il turismo e di quello "campiamo", ma esistono tanti tipi di turismo. Peccato che tutti i vari "geni" e "scienziati" che ci hanno amministrato fino ad ora - con una sola eccezione amministrativa - non se ne siano mai accorti.

 

La Cultura (e mi si perdoni la maiuscola) per alcuni è solo una parola con cui riempirsi la bocca...e qualche volta anche le tasche.

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