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PONZA D'AUTORE

di Danilo D'Amico 

 

Giunta alla Nona edizione, quest'anno la rassegna è apparsa moribonda e con tutta probabilità questa sarà l'ultima volta.

Gianluigi Nuzzi, il giornalista che avanzò l'idea a Gennarino Greca dieci anni fa, ha infatti fatto nascere una analoga rassegna sul Lago di Garda e a quella si dedicherà visto che garantisce maggiori introiti dagli sponsor.

 

La rassegna, infatti, è anche un business oltre che un evento culturale, dove nulla cade dal cielo.

Quest'anno, solo 8 incontri in due weekend, mentre negli altri anni la rassegna era arrivata anche a venti incontri e con belle presenze di personaggi.

Quest'anno, un solo ministro (Orlando, giustizia), il comandante generale dei Carabinieri Del Sette (che fra poco sarà sostituito dal governo), un ministro (Lorenzin, sanità) che non è più venuta, uno spaesato Olivero Toscani.

Insomma, profilo basso.

 

La rassegna ha dedicato tre serate a protagonisti ponzesi, con il libro di Gino Usai, un altro libro di Antonio De Luca e la tragedia del Santa Lucia con l'attuale sindaco che ha letto il suo diligente compitino.

Magari a noi ponzesi la cosa piace, siamo stati un po' fieri di quelle tre serate su otto con cose nostre.

Ma questo conferma che Nuzzi ha tirato a campare, che ha curato la rassegna giusto perché aveva preso l'impegno di farla.

 

È un vero peccato che Ponza d'Autore sia stato un fallimento.

Come lo è tutta questa estate, dove di iniziative di spettacolo, di teatro, di canzoni, non c'è l'ombra.
Il palco alla Caletta sembra un catafalco.

 

Che desolazione.

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