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L'ISOLA DELLA CENSURA

di Danilo D'Amico

 

Se non vi basta "l'invasione barbarica" in atto - con disagi annessi - e tutte le assurdità che ne derivano, sentite quest'altra.

Dopo gli insulti e le calunnie sono arrivate le minacce!

Fa piacere ricevere tutto questo, a soli 19 giorni dalla prima pubblicazione, significa che stiamo lavorando bene e che cominciamo a fare le domande giuste. Mi spiace non poter dare ulteriori dettagli ma, come potete immaginare, la questione è al vaglio della legge.

Gradiremmo, però, delle risposte ed è quello che avviene in qualsiasi "Paese Normale", ma non a Ponza.
Qui da noi vige il "ma che ce ne fott'! ". Poco male. Noi continueremo a rimanere in trincea. Non è più bello - e questo lo domando a voi lettori - un normale dialogo invece che provare a zittire chi (semplicemente) vuole capire che succede?
Evidentemente, per qualcuno, è meglio continuare con il gioco del "fango e della sabbia" - prima sputtaniamo (e mi si perdoni il francesismo) e poi insabbiamo. Se tutto ciò non dovesse bastare si arriva, infine, alle minacce.
Per quanto tempo ancora - e lo domando sempre a voi lettori - dobbiamo subire tutto questo?

Alle vostre alzate di spalle risponderemo con delle domande;
Alle vostre calunnie risponderemo con la verità;
Alle vostre ingiurie risponderemo con un sorriso;
Alle vostre minacce risponderemo con la legge.

 

Ogni tentativo di censurare me e tutti i collaboratori de "Il Ponzese" fallirà miseramente.
Come disse un "vecchio saggio": chi mi vuole zitto mi vuole morto.

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