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IL GLAUCOMA E I PONZESI

di Emanuela Iuliano

 

Tra il 1986 e il 1988 i dottori Nucci, Cedrone, Culasso, Ricci, Cesareo , Corsi e Cerulli vennero a Ponza per analizzare la presenza di malattie dell’apparato visivo tra i ponzesi.

Degli allora 3292 residenti di cui 1430 di età superiore ai 40 anni, furono ammessi allo studio e visitate 1226 persone.

Individuarono un’alta incidenza di deficit visivi, quali miopia degenerativa (11,5%), retinopatia diabetica (11,5%), cataratta (53,5%) e glaucoma (18,6%).

 

Dagli studi è emerso un’incidenza annua di glaucoma dello 0.3%, ogni tre anni un ponzese sopra i 40 anni sviluppa questa malattia. Tra i ponzesi visitati nel 1988 non tutti sapevano di avere problemi di vista e, a distanza di 12 anni trovarono che alcuni pazienti considerati “sani” avevano sviluppato malattie visive.

 

Il glaucoma è una neuropatia ottica degenerativa progressiva, che porta a un restringimento del campo visivo e aumento della pressione intraoculare, quando non trattato porta alla cecità.

Si presenta solitamente dopo i 40 anni e le persone non si accorgono della malattia finché non è già in stato avanzato, quando ormai c’è più del 30% di perdita di cellule retiniche .

Viene definito come un “ladro silenzioso”, non ci sono sintomi riconoscibili e solo alcuni si rendono conto dell’elevata pressione oculare a causa del dolore e offuscamento visivo. Oltre la cataratta, risolvibile con un normale intervento chirurgico, questa malattia è molto presente tra le famiglie ponzesi e mi è capitato di incontrarne alcune nel centro glaucoma dell’Umberto I molto più spesso di quanto possiate immaginare.

 

 

Il mio consiglio è di non sottovalutare il problema e, periodicamente, di fare un controllo approfondito.

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