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OTTIMISTI DISPERATI

di Danilo D'Amico

 

Ha ragione Franco Ferraiuolo quando dice "La vendetta è come un veleno che ti invade tutto, senza che tu te ne accorga ti trasforma in un essere spregevole". Ha un pò meno ragione quando resta a guardare chi lo ha sostenuto, difeso e votato mettere in atto questo sentimento verso chi lo ha preceduto e i suoi sostenitori.

 

Un (ri)sentimento che nasce purtroppo dalla cattiva gestione della campagna elettorale da parte di entrambe le liste; La vendetta non l'hanno inventata in politica i nostri populisti di turno. Ma esisteva in forma di odio (purtroppo non solo politico) verso l'ex Sindaco e la sua politica.

 

E il principale impresario di quella vendetta era, ed è, la continua ricerca del tornaconto personale.

 

E' vero che negli ultimi anni la vendetta, combinata col presunto peggioramento delle condizioni di vita, ha preso il posto di ogni cultura d'opposizione, spostandosi dal terreno politico al rifiuto antipolitico.

 

La vendetta emerge dalla rete, che è oggi il primo termometro del clima isolano, ma non si può dire che vendetta e rancore siano il nuovo bipolarismo affettivo dell'elettorato ponzese: il "modello Ferraiuolo", per esempio, non rientra in nessuno dei due.

 

Possiamo chiamarlo vaniloquio vanterino, possiamo dire che è fumo e gag ormai di repertorio, tutto quel che volete; ma alcuni tra i "Ferraiuoliani" non hanno chiesto voti e non li hanno raccolti nel nome del rancore nè della vendetta, ma del loro contrario. Di un vago, furbesco, presente che si fa futuro attraverso un'immaginaria riscossa ponzese.

 

La realtà si esaurisce nel suo racconto. Ma in Ferraiuolo non c'è traccia di vendetta nè di rancore. Da una degna persona come lui nessuno si aspettava nulla di meno. Discorso diverso va fatto per altri, un pò meno degni evidentemente. Persone che hanno fatto del rancore il lievito della loro vendetta e che giorno dopo giorno non fanno altro che alzare i toni trascinando la discussione politica, che dovrebbe essere fatta solo in determinati spazi o solo da chi di dovere in alternativa, in un becero gioco al massacro.

 

Per superare il duo vendetta/rancore occorre qualcosa in più del realismo, qualcosa che può essere definita solo con un ossimoro: ottimismo della disperazione, operosa sfiducia.

 

E' inutile fingere ottimismo, simulare fiducia, bisogna spingere ad agire, a mobilitarsi, pur sapendo in che situazione siamo e in che condizione mentale e reale è la gente.

 

Realismo crudo. Me ne scuso ma è la nostra linea.

 

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